Alessandria

la città tra due fiumi

E’ luogo comune definire Alessandria, da parte di coloro che ci abitano (soprattutto i giovani), come una città morta, senza divertimento e senza nulla da vedere ma, come spesso accade, non sempre i luoghi comuni trovano una corrispondenza effettiva. Se si prova infatti ad approfondire lo studio del territorio alessandrino ci si rende immediatamente conto che Alessandria può essere un luogo dove ci si può divertire, ci si può rilassare, si può mangiare e bere prodotti di ottima qualità e, in particolare, si può scoprire un elevato patrimonio culturale che il più della gente non conosce poiché poco pubblicizzato dalle istituzioni locali.
Si proverà all’interno di questa pagina a dare qualche informazione su Alessandria, nella speranza di aiutare i nostri ospiti e tutti coloro che decidessero di visitarla, di godersi una permanenza piacevole e capace di lasciare un bellissimo ricordo.

Storia

Alessandria è situata nella pianura tra il fiume Tanaro e la Bormida, ai piedi delle colline del basso Monferrato, ad un’altitudine di 95 mt. dal livello del mare; i suoi abitanti sono circa 90.200. La città, che deve il suo nome a papa Alessandro III, fu fondata nel 1168 dalla Lega Lombarda, in un periodo contrassegnato dalle delle lotte tra i sostenitori del papato e quelli dell’impero, al fine di rappresentare un ostacolo contro l’imperatore Federico Barbarossa. Nel XIII secolo diventò un potente comune ed iniziò ad espandersi nel territorio circostante. Nel ‘300 fu sottomessa ai Visconti ed in seguito agli Spagnoli. Nel ‘700 passò ai Savoia, che vollero rafforzare il ruolo militare della città, costruendo la Cittadella, tutt’oggi visibile. Dopo la vittoria di Marengo la città fu occupata dalle truppe napoleoniche ma, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, ritornò ai Savoia. Durante il Risorgimento la città ebbe un ruolo molto attivo nei moti liberali e d’indipendenza. I primi decenni del ‘900 invece sono il periodo di grande espansione urbanistica della città ed Alessandria acquista notorietà per la sua industria di cappelli, la Borsalino. Oggi Alessandria è un importante centro industriale e crocevia stradale e ferroviario.

Visita alla Città

Percorso 1: Il Medioevo

Partendo dal piazzale della stazione ferroviaria e costeggiando i Giardini pubblici, ci si immette in via Savona che da su Piazza Garibaldi. In fondo a corso Corso Roma, si imbocca via Milano, entrando nel quartiere più antico della città, quello di Rovereto. Percorrendola si giunge in via Inviziati alla cui fine si trova Piazzetta Monserrato, da cui si accede all’antica Piazza S. Maria di Castello, dove si erge la“Chiesa di S. Maria di Castello”, coeva alla fondazione della città, nel XII secolo. Nella chiesa sono visibili scavi che hanno portato alla luce le sue primitive fondamenta e i resti di murature altomedievali. Proseguendo, si imbocca via dei Guasco fino ad arrivare alla “Chiesa di Santa Maria del Carmine” , eretta dai Carmelitani tra Due e Trecento, periodo in cui la città fu sede di importanti ordini religiosi. Dopo pochi metri si apre Piazza della Libertà dove, subito a destra ha sede “Palatium Vetus”, costruito intorno al 1170 e centro di potere politico in età medievale. Attraversando la piazza e imboccando via Parma, si giunge al “Sale d’Arte”, in cui si possono ammirare gli “Affreschi Arturiani”, una serie di quindici affreschi medievali ispirati al romanzo in prosa “Lancelot du Lac”.

Percorso 2: Il Settecento e l’Ottocento

Partendo dal piazzale della stazione ferroviaria e percorrendo viale della Repubblica, si arriva in “Piazza Garibaldi”, una delle più grandi piazze porticate del Piemonte. Attraversandola e superando l’attigua Piazza Marconi, si imbocca via S. Giacomo della Vittoria che porta in Piazza della Libertà. Costeggiando i portici del Palazzo Comunale e imboccando via Parma troviamo il “Palazzo Cuttica di Cassine”, sede del Conservatorio “A. Vivaldi”, le cui stanze, in stile rococò e neo-classico, ospitano il “Gabinetto delle stampe antiche, moderne e contemporanee”, splendidi arazzi e dipinti e gli imponenti “Corali” cinquecenteschi commissionati da papa Pio V. Proseguendo lungo la via si giunge alla
“Cattedrale di S. Pietro”, progetto neo-classico di Leopoldo Valizone, realizzato tra il 1875 e il 1879, dopo l’abbattimento ad opera di Napoleone dell’antico Duomo cittadino. Il percorso termina pochi metri oltre, al “Museo Civico”, dove si possono ammirare le collezioni di tre grandi maestri alessandrini, quali Giovanni Migliara, Alberto Caffassi e Pietro Morando. Annessa al Museo si trova la “Biblioteca Comunale”, ricca di antichi testi dell’era napoleonica.

Percorso 3: Il Novecento


Partendo dal piazzale della stazione ferroviaria e proseguendo lungo Corso Borsalino, si possono osservare le “Case per gli impiegati Borsalino” e, poco più avanti, in Corso XX Settembre, la “Taglieria del Pelo”, due importanti realizzazioni del Razionalismo legate all’attività dell’architetto Ignazio Gardella e alla committenza di Teresio Borsalino. Ritornando verso il centro, si giunge in Corso Cento Cannoni, dove è situato “Palazzo Borsalino”, sede dell’ex fabbrica omonima e oggi dell’Università. Nei suoi locali si può visitare il “Museo del Cappello” che ospita circa 5.000 cappelli, oltre a marchi, forme e costumi, che testimoniano la secolare attività di una delle più importanti e famose aziende di cappelli del mondo. 
Il percorso termina in Piazza della Libertà, raggiunta percorrendo via Cavour, dove si trovano il “Palazzo delle Poste e Telegrafi”, costruzione del periodo del regime fascista e i “Mosaici di Gino Severini”, di ispirazione futurista e cubista, che raffigurano la storia della posta e del telegrafo.

Nel Territorio Circostante

La “Cittadella Militare”, che sorge sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, un’imponente costruzione militare, voluta da Vittorio Amedeo II di Savoia nel XVIII secolo, che risulta essere una delle principali al mondo per importanza. Il “Marengo Museum”, nella frazione di Spinetta Marengo, dedicato alla Battaglia di Marengo, in cui sono conservati reperti e cimeli dell’epoca, che si estende nel Parco di Marengo dove ebbe luogo la battaglia. Il territorio offre percorsi che toccano località rinomate per il patrimonio artistico e per le eccellenze enogastronomiche, quali il “Monferrato Casalese”, ricco di monumenti nel suo capoluogo e di castelli sulle colline, “Trinità da Lungi” a Castellazzo Bormida, il complesso di “Santa Croce a Bosco Marengo”, con le splendide opere del Vasari e della sua scuola, “l’Abbazia di Santa Giustina” a Sezzadio, il “ Sacro Monte di Crea”, presso Serralunga di Crea, ora patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Molte sono le località degne di visita, alcune di origine preromana o medioevale, come Libarna, Cassine, Vignale, Acqui Terme, Gavi Ligure, Tagliolo Monferrato e Rocca Grimalda. E’possibile anche fare shopping presso l’Outlet di Serravalle Scrivia, enorme centro commerciale di quasi 40mila metri quadrati di superficie distribuita su 183 negozi, visitato da oltre 4milioni di persone.